Vigna

I profeti amano descrivere il popolo di Dio come una vigna, curata amorevolmente dal Dio dell’alleanza. Purtroppo la vigna-popolo non sempre corrisponde a queste cure e spesso non produce i frutti attesi.

L’ immagine/simbolo della vigna nell’Antico Testamento indica il popolo d’Israele, definito piantagione amata di Dio. La vigna curata e rigogliosa è l’immagine di tutto Israele che cammina alla luce della Parola del suo Dio e lo manifesta nel suo comportamento. La vigna abbandonata e distrutta è l’immagine del giudizio di Dio che “sradica” dalla terra promessa il popolo a lui infedele.

Il profeta Isaia descrive la relazione unica tra Dio e il suo popolo in un canto detto “della vigna” (Is 5,1-7), dove il termine Dio è detto il mio ‘diletto’ o “amato” (v. 1), ed è lo stesso termine con cui nel Cantico dei Cantici viene chiamato lo sposo. Dio, in questo canto, come vignaiolo attento, per amore, pianta, cura, protegge la sua vigna/popolo e da essa si aspetta i frutti dovuti: «Egli l’aveva vangata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato scelte viti; vi aveva costruito in mezzo una torre e scavato anche un tino». La vigna amata anziché produrre i frutti attesi, produsse uva selvatica, scatenando il dolore punitivo, ma pedagogico, di Dio a causa del suo amore ferito: «Egli aspettò che producesse uva, ma essa produsse uva selvatica». Fuori dal simbolo, il testo spiega: «invece della giustizia c’è spargimento di sangue; invece della rettitudine si odono grida di oppressi». Dio, che aveva dato tutto se stesso al popolo scelto, voleva in cambio l’osservanza della sua volontà, che consiste non in norme esteriori di culto, ma nel comportamento retto e nella giustizia sociale, secondo la sua legge.

In un altro testo il profeta Isaia nell’immagine/simbolo della vigna indica anche l’intervento futuro di Dio che perdonerà il suo popolo donandole pace e prosperità (Is 27,2-5).

Il simbolo della vigna ricorre anche nei salmi. Il salmo 80, in particolare, riflette, in preghiera, l’azione di Dio verso il suo popolo: «Hai divelto una vite dall’Egitto, per trapiantarla hai espulso i popoli. Le hai preparato il terreno… la sua ombra copriva le montagne e i suoi rami i più alti cedri. Ha esteso i suoi tralci fino al mare e arrivavano al fiume i suoi germogli» (v.8-12). L’orante esprime la certezza che Dio ha formato e sviluppato la vigna/popolo quando lo ha fatto dall’Egitto e lo collocò nella terra di Canaan, la terra della promessa. Dio ha divento la vite (Israele) e l’ha trapiantata nella terra della promessa, all’ombra del Tempio di Gerusalemme. La vigna/popolo che estende i suoi tralci fino al mare e che con la sua ombra “copre le montagne” indica le dodici tribù di Israele, che hanno preso possesso nella terra della promessa dal fiume Giordano (a est) al mare Mediterraneo (a ovest), dalle montagne dell’Hermon (al nord) alle montagne di Giuda (al sud).

Gesù reinterpreta il simbolo della vigna e se ne serve per rivelare alcuni aspetti del Regno di Dio, presente nella sua persona e azione e la reazione del popolo dinanzi al suo annunzio (Mt 20,1-6; 21,28-42, Mc 12,1-12).